labo.filosofico.org

links

risorse generali

siti con mission specifiche

laboratoriowikibloghome

(quasi) editoriale

La filosofia è una componente a nostro avviso essenziale e irrinunciabile della cultura e della vita umana. Essa non risolve tutti problemi che l'uomo deve affrontare nel suo cammino, personale e collettivo, ma è un fattore indispensabile per affrontarli in modo ragionevole e perciò pienamente dignitoso.

la situazione presente

Oggi la filosofia presenta un quadro approssimativamente mappabile come segue:

  1. vi è un indirizzo fiorente soprattutto nell'ambito linguistico-culturale anglosassone, ma di fatto egemone in tutto il mondo, quella che con termine per alcuni già superato ma tuttora prevalente si definisce filosofia analitica: essa è animata da uno spirito costruttivo e, per così dire, cumulativo, che vede la ricerca di ogni filosofo inserirsi dentro un lavoro più grande; in un certo senso la stessa ermeneutica (prevalente in ambito continentale) può essere accostata all'impostazione analitica, come “modesta” ma tendenzialmente costruttivo-cumulativa analisi delle situazioni di esistenza;
  2. vi è poi una più disseminata galassia di proposte filosofiche, il cui più tipo più esemplare è il decostruzionismo, caratterizzate da una pretesa (iniziale) molto maggiore di quella della filosofia analitica, una pretesa in qualche modo totalizzante, il cui esito è tuttavia una sfiducia generalizzata nella possibilità per la ragione di costruire qualcosa: pensiamo ad esempio a Derrida, a Lyotard, a Rorty;
  3. vi è infine quello che si potrebbe chiamare per brevità il pensiero forte, l'ambito delle filosofie di matrice cattolica (cattolica piuttosto che cristiana, perchè in ambito protestante la ricerca filosofica dei pensatori credenti, pensiamo a Plantinga o ad Alston, si colloca sostanzialmente dentro il quadro della impostazione analitica): il neotomismo, ma anche le riflessioni ispirate a Blondel: per questo terzo gruppo di proposte filosofiche la ragione può molto: può oltrepassare la finitezza e giungere ad affermare l'esistenza dell'infinitamente Perfetto;

Potremmo sintetizzare così la mappa precedente:

  1. una finitezza soddisfatta del suo non-superamento (ritenuto non necessario),
  2. una finitezza insoddisfatta del suo non-superamento (ritenuto impossibile),
  3. una finitezza soddisfatta del suo (ritenuto possibile) superamento.

limiti

il limite maggiore finora verificatosi in questi filoni di riflessione è una tendenziale reciproca incomunicabilità: se tale limite è più grave nel caso delle filosofie scettico-decostruzioniste, va riconosciuto che la stessa filosofia analitica ha sempre dimostrato una grande capacità cumulativa, di valorizzazione del lavoro altrui, ma solo di quello fatto all'interno dei suoi confini; anche i filoni di ricerca metafisico-religiosa non hanno dimostrato una grande capacità di dialogo valorizzatore, nemmeno tra progetti affini (si pensi alla lotta tra neotomismo e blondelismo nei decenni centrali del '900).

il caso della filosofia analitica

Il suo limite ci sembra quello di “volare troppo basso”, focalizzando ciò che noi pensiamo della realtà quando ne parliamo, ma rinunciando in qualche modo a dire qualcosa della realtà (in sè stessa);

Tuttavia non rende pienamente giustizia allo sforzo di una parte dei filosofi analitici ed ermeneutici descriverli come paghi del limite; e ciò vale anche per filoni come la filosofia dialogica (che oggi appare piuttosto come un torrente in secca) o la filosofia dell'etica della comunicazione (ad es. Apel). Si è in effetti sviluppato, da almeno due decenni, un rinnovato interesse per la metafisica.

prospettive aperte

Noi riteniamo i processi di avvicinamento in atto tra queste componenti siano assolutamente positivi: da un lato la filosofia analitica e l'ermeneutica hanno dimostrato una apertura, seppure limitata, alla prospettiva metafisica, dall'altro, in ambito “forte” è cresciuta la consapevolezza che la ragione può giungere all'affermazione della Trascendenza solo con un percorso non immediato, che tenga conto dei limiti e dei condizionamenti in cui siamo situati.

È auspicabile che il dialogo e la collaborazione si infittiscano, senza peraltro diventare l'obiettivo prioritario, che deve restare la verità, punti irrinunciabili della quale ci sembrano i seguenti:

  • la ragione umana è inesauribilmente cercatrice di verità;
  • la verità non può che essere (anche, e soprattutto) riconoscimento, per quanto limitato e sempre ulteriormente integrabile nei suoi “dettagli”, di ciò che esiste;
  • se è vero che in passato la ragione ha preteso di conoscere più di quanto le era possibile, elaborando delle metafisiche “forti”, non è possibile sradicare l'istanza metafisica dalla normale dinamica del pensiero, perché noi pensiamo sempre in termini di “ciò che esiste”;
  • la ragione filosofica può giungere a riconoscere la presenza nell'uomo di un fattore irriducibile alla materia (quella dimensione che una lunga tradizione non solo filosofica chiama “anima”) e il carattere di non-autosufficienza dell'immediatamente dato, del finito, il che apre al riconoscimento del Trascendente, infinitamente Perfetto;
  • IBS.it

    Facebook