La filosofia è una componente a nostro avviso essenziale e irrinunciabile della cultura e della vita umana. Essa non risolve tutti problemi che l'uomo deve affrontare nel suo cammino, personale e collettivo, ma è un fattore indispensabile per affrontarli in modo ragionevole e perciò pienamente dignitoso.
Oggi la filosofia presenta un quadro approssimativamente mappabile come segue:
continentale) può essere accostata all'impostazione analitica, come “modesta” ma tendenzialmente costruttivo-cumulativa analisi delle situazioni di esistenza;
cattolicapiuttosto che
cristiana, perchè in ambito protestante la ricerca filosofica dei pensatori credenti, pensiamo a Plantinga o ad Alston, si colloca sostanzialmente dentro il quadro della impostazione analitica): il neotomismo, ma anche le riflessioni ispirate a Blondel: per questo terzo gruppo di proposte filosofiche la ragione può molto: può oltrepassare la finitezza e giungere ad affermare l'esistenza dell'infinitamente Perfetto;
Potremmo sintetizzare così la mappa precedente:
il limite maggiore finora verificatosi in questi filoni di riflessione è una tendenziale reciproca incomunicabilità: se tale limite è più grave nel caso delle filosofie scettico-decostruzioniste, va riconosciuto che la stessa filosofia analitica ha sempre dimostrato una grande capacità cumulativa, di valorizzazione del lavoro altrui, ma solo di quello fatto all'interno dei suoi confini; anche i filoni di ricerca metafisico-religiosa non hanno dimostrato una grande capacità di dialogo valorizzatore, nemmeno tra progetti affini (si pensi alla lotta tra neotomismo e blondelismo nei decenni centrali del '900).
Il suo limite ci sembra quello di “volare troppo basso”, focalizzando ciò che noi pensiamo della realtà quando ne parliamo, ma rinunciando in qualche modo a dire qualcosa della realtà (in sè stessa);
Tuttavia non rende pienamente giustizia allo sforzo di una parte dei filosofi analitici ed ermeneutici descriverli come paghi del limite; e ciò vale anche per filoni come la filosofia dialogica (che oggi appare piuttosto come un torrente in secca) o la filosofia dell'etica della comunicazione (ad es. Apel). Si è in effetti sviluppato, da almeno due decenni, un rinnovato interesse per la metafisica.
Noi riteniamo i processi di avvicinamento in atto tra queste componenti siano assolutamente positivi: da un lato la filosofia analitica e l'ermeneutica hanno dimostrato una apertura, seppure limitata, alla prospettiva metafisica, dall'altro, in ambito “forte” è cresciuta la consapevolezza che la ragione può giungere all'affermazione della Trascendenza solo con un percorso non immediato, che tenga conto dei limiti e dei condizionamenti in cui siamo situati.
È auspicabile che il dialogo e la collaborazione si infittiscano, senza peraltro diventare l'obiettivo prioritario, che deve restare la verità, punti irrinunciabili della quale ci sembrano i seguenti: