Concilio Vaticano I
Da Filosofico.
(questa voce è solo un abbozzo)
Dal punto di vista filosofico, il Concilio Vaticano I è importante per aver affermato in modo solenne la apertura metafisica del pensiero umano:
Si quis dixerit Deum unum et verum, creatorem et Dominum nostrum, per ea, quae facta sunt, naturali rationis humanae lumine certo cognosci non posse, anathema sit.
Questo anatematismo esplicita autorevolmente quanto già implicito in un famoso passo della lettera ai Romani (cap.1)
[18]In realtà l'ira di Dio si rivela dal cielo contro ogni empietà e ogni ingiustizia di uomini che soffocano la verità nell'ingiustizia, [19]poiché ciò che di Dio si può conoscere è loro manifesto; Dio stesso lo ha loro manifestato. [20]Infatti, dalla creazione del mondo in poi, le sue perfezioni invisibili possono essere contemplate con l'intelletto nelle opere da lui compiute, come la sua eterna potenza e divinità; [21]essi sono dunque inescusabili, perché, pur conoscendo Dio, non gli hanno dato gloria né gli hanno reso grazie come a Dio, ma hanno vaneggiato nei loro ragionamenti e si è ottenebrata la loro mente ottusa.
Del resto, già nell'Antico Testamento si pone la tesi che la ragione può, rettamente argomentando, giungere al riconoscimento della Trascendenza: per questo, ad esempio, come già notava Anselmo d'Aosta:
Dixit insipiens in corde suo: non est Deus
Chi dice nel suo cuore che Dio non esiste è un insipiens, cioè uno che non usa bene la ragione.
