Connaturalità

Da Filosofico.

Indice

sua esistenza

La conoscenza umana non è solo diretta (sensoriale) e proposizionale (avvalentesi di concetti, e formulabile in enunciati). Esiste oltre a quella proposizionale, almeno un'altra forma di conoscenza: non espressa con parole e discorsi , ma egualmente conoscitiva e mentale. Insomma il mentale (o intellettivo) non si riduce al proposizionale, come invece molti analitici hano pensato.

Che cosa avviene infatti quando debbo scegliere se fidarmi o no di una certa persona? Svolgo dei ragionamenti? Forse farò anche quello, ma non solo quello. E che cosa accade quando debbo fare qualsiasi scelta morale? Oltre che ragionare, mi affiderò a una forma di conoscenza in qualche modo non concettuale, intuitiva si potrebbe anche dire, che è appunto un tipo di conoscenza per connaturalità.

Perché si debba ammettere questa ulteriore forma di conoscenza, che affianca e integra quella concettuale-proposizionale, occorre ammettere che le conoscenze che noi abbiamo quando compiamo scelte morali, o quando concepiamo un'opera d'arte, o quando giungiamo rapidamente a delle conclusioni “speculative“ esatte non siamo semplicemente in presenza di reazioni istintive, ma di vere e proprie conoscenze mentali, intellettive (tipicamente, specificamente umane).

Una riprova che si tratti di conoscenze intellettive, e non istintuali, potrebbe essere trovata nel fatto che gli animali non hanno niente di simile: non esiste affinamento morale, né speculativo, né capacità di genialità artistica negli animali.

la classificazione di Maritain

Maritain, che ha dedicato diverse riflessioni su questo tema (cfr. i Quattro saggi sullo spirito umano), distingueva 4 tipi principali di conoscenza per connaturalità:

  • quella speculativa (che permette al matematico esperto di giungere a certe conclusioni esatte senza argomentare tutti i passaggi logici)
  • quella etica (che permette al virtuoso di decidere bene senza svolgere esplicitamente dei passaggi logici)
  • quella artistica (che fa conoscere aspetti della realtà senza mediazione concettuale)
  • quella mistica (con cui è naturalmente accessibile una certa qual esperienza del divino)

concetti affini

In qualche modo Pascal, quando parlava di esprit de finesse e di cuore enucleava un tipo di conoscenza in gran parte coestensivo alla connaturalità in senso classico.

Così anche Blondel nelle sue distinzioni tra diversi tipi di conoscenza (ad esempio tra prospection e réflexion, connaissance directe e connaissance inverse, noetico e pneumatico) fa riferimento alla dicotomia tra concetto e connaturalità.

bibliografia minima

  • D'Avenia M., La conoscenza per connaturalità in s. Tommaso d'Aquino, ESD-Edizioni Studio Domenicano, Bologna 1992.
  • Blondel, M, «Le point de départ de la recherche philosophique», Annales de philosophie chrétienne, t.I°, 1906, n.4; t.II°, n., pp. 337-60; 225-49.
  • Maritain J., Quatre essais sur l'esprit dans sa condition charnelle, Desclée de Brouer, Paris 1939.
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