Esistenza di Dio
Da Filosofico.
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E' tesi della tradizione filosofica ispirata al Cristianesimo (vedi filosofia cristiana) che tra ragione e fede vi sia armonia e non contrasto.
Tale armonia è motivata dal fatto che le due forme di conoscenza hanno una comune origine: il Mistero infinitamente perfetto, Dio, che è al tempo stesso
- il Creatore della natura, e dunque della ragione, che è una capacità conoscitiva di cui per natura l'uomo è dotato, e
- Colui che si è rivelato "soprannaturalmente" nella storia sacra e in Gesù Cristo, il riconoscimento della cui Presenza eccezionale nella finitezza storica (l'Uomo Gesùdi Nazaret per i suoi contemporanie e la Chiesa per le generazioni successive) costituisce la fede
L'armonia tra fede e ragione ha, nella tradizione di cui sopra, come implicazione la possibilità per la ragione, di argomentare l'esistenza del Mistero, cioè di elaborare le cosiddette perove dell'esitenza di Dio.
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le prove di Dio, in un'ottica di fede
se Dio esiste è impossibile che la Sua esistenza non sia dimostrabile:
- Dio infatti, se esiste, è la perfezione infinita;
- alla perfezione infinita pertiene la bontà (infinita),
- dunque Dio non può che volere il bene delle Sue creature;
- la certezza è preferibile al dubbio e all'incertezza;
- se Dio lasciasse vagare nelle tenebre la Sua creatura intelligente non sarebbe buono verso di lei;
recenti progetti
Sarebbero auspicabili voci sui progetti più recenti di rigorizzare le prove dall'esistenza di Dio, ad esempio quelli sviluppati da:
sulle prove a -priori
Non vogliamo dire che esse siano prive di qualsiasi valore, ma non ci sembra che davvero provino quello che pretendono di provare. Del resto Dio, creando il mondo, ci invita a risalire a Lui attraverso la sua creatura. Ciò è ancora più evidente nella Rivelazione soprannaturale: per conoscere il Mistero bisogna passare attraverso la carnalità di Gesù Cristo, Verbo incarnato, e della Sua presenza storica, la comunità visibile dei Suoi.
struttura essenziale delle prove a-posteriori
Ci sembrano due i capisaldi:
- nel mondo che vediamo c'è della perfezione (/dell'essere /della bellezza /dell'armonia),
- il mondo che vediamo non è la perfezione.
Ne segue come conseguenza che la perfezione deve essere oltre il mondo.
