Naturalizzare la teoria della conoscenza?

Da Filosofico.

A chi spetta definire la portata e la natura della conoscenza?

Per la filosofia classica, alla filosofia, per recenti proposte filosofiche, cioè per il naturalismo, spetta invece alla scienza: totalmente per il naturalismno radicale ad esempio di Quine, parzialmente per il naturalismo moderato, ad esempio di Goldman.

il naturalismo radicale

Esso è rappresentato soprattutto da Quine, che sostiene la necessità che tutte le questioni epistemologiche -scetticismo incluso - vengano rimpiazzate da questioni scientifiche (Vassallo 2008, p.78).

Non più la filosofia, ma la scienza soltanto deve occuparsi di teoria della conoscenza. Di conseguenza viene meno la dimensione normativa dell'analisi della conoscenza, condotta invece in termini di pura descritività.

La stessa Vassallo avanza una serie di obiezioni alla posizione di Quine, che ci sembrano condivisibili:

  • “non riesce a replicare allo scetticismo” (p.79), perché l'insieme delle scienze potrebbe essere il prodotto di un sogno, o di un genio maligno, o di un cervello in vasca (ibidem)
  • anzi porta allo scetticismo (p.80)
  • non può giustificare (dalla critica scettica) l'induzione, e a poco serve difenderla con argomenti pragmatici
  • per autofondarsi Quine delegittima il fondazionalismo forte, e con argomenti plausibili, ma dimenticando che non è l'unica alternativa al suo naturalismo radicale (p.82)
  • inoltre critica il trascendentalismo (la pretesa di trascendere lo schema concettuale [della scienza], dato che siamo sempre immersi in un certo schema concettuale), ma dimentica che oltre al “trascendentalismo globale” (giustamente criticato), ne esiste anche uno “parziale”: possiamo trascendere un certo schema (quello della nostra attuale teoria scientifica), per adottarne un altro (quello di una epistemologia filosofica) (p.83/4).

il naturalismo moderato

Proposta da Goldman, non delega alla scienza tutte le domande gnoseologiche, riservando alla riflessione filosofica il compito di analizzare la dimensione normativa della conoscenza, in particolare il problema della giustificazione (cfr. le giustificazioni della verità, il problema di fondare l'induzione come procedimento logico valido, come pure il compito di sconfiggere gli argomenti dello scetticismo.

Compito della scienza allora non è giustificare la conoscenza in generale, che resta competenza della filosofia, ma stabilire nello specifico quali processi cognitivi siano affidabili (Vassallo 2008, p.85).

La proposta di Goldman, secondo il giudizio della Vassallo (2008), risulta più apprezabile di quella di Quine, benché lei pure soffra di una certa incoerenza, nel tentativo non del tutto riuscito di ibridare componenti diverse.

bibliografia minima

  • Vassallo N., La naturalizzazione dell’epistemologia: contro una soluzione quineana, Milano, 1997;
  • Vassallo N., Teorie della conoscenza filosofico-naturalistiche, Milano, 1999;
  • Vassallo N., Conoscenza e natura, Genova, 2002;
  • Vassallo N., Teoria della conoscenza, Laterza, Bari 2003, 2008 2.

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